Piccolo vademecum ad uso del turista che viene a Venezia constatata l’impossibilità di impedirglielo da parte del sottoscritto

Nota bene. Questo piccolo vademecum parte da un assioma fondamentale: il turismo è il male del nostro secolo. Corollario: le guide turistiche e gli scrittori di guide turistiche andrebbero perseguiti per legge. A loro andrebbero imputati i danni morali e materiali che provocano.

Ma andiamo al sodo.

1. Potrà sembrare eccentrico, ma anche se a Venezia non ci sono auto ed è pure proibito andare in bici, la viabilità è uguale a quella di tutte le altre città: si cammina sulla destra (cazzo). Ancor meglio se tu, turista, fai parte di un gruppo organizzato di cinquanta persone. Non è bello per chi viene in direzione contraria vedersi arrivare addosso una specie di compatta e minacciosa falange romana che occupa l’intero spazio carrab camminabile.

2. Tu, turista, se stai camminando per una calle la cui larghezza è ottanta centimetri e sei a manina con la tua fidanzata (o altre combinazioni): molla la manina per favore e mettiti in fila, altrimenti non ti incazzare se passo e investo te o la tua fidanzata con una spallata.

3. Tu, turista fotografo che stai fermo su un ponte a fotografare la tua fidanzata (o viceversa) all’altro lato del ponte: secondo te dovrei fermarmi e aspettare che tu abbia scattato la foto? No, davvero, dimmelo, sono curioso. Hai idea di quanti ponti e turisti fotografi che scattano fotografie alla fidanzata (o viceversa) all’altro lato del ponte ci sono a Venezia? Hai idea di quanto ci metterei per andare da A a B se dovessi aspettare tutti i turisti fotografi che scattano fotografie alla fidanzata (o viceversa) all’altro lato del ponte? Ecco perché compaio di profilo in moltissimi album.

4. Trasporti.

4.1. Tu, turista che usi i mezzi pubblici, devi sapere che: se sali su un “vaporetto” (quelli gialli, più grossi e lenti) o su un “motoscafo” (quelli bianchi, più piccoli e veloci) (in entrambi i casi non sei su un “traghetto”), non sei salito sulla navetta che ti porta dal Mondo dei Dinosauri a quello dei Pirati dei Caraibi di Gardaland, sei salito su un mezzo di trasporto pubblico usato anche da persone che vivono e lavorano a Venezia, per cui scegliti un posto e resta là (cazzo) e non spostarti e muoverti come un tarantolato da proa a poppa e da destra a manca del battello con in mano un obiettivo da cinquanta centimetri. Dopo la terza volta che mi pesti le dita dei piedi mi girano i coglioni, anche perché da maggio a ottobre uso sandali. Ah sì, e togliti lo zaino da ottanta litri che hai in spalla prima di uccidere la vecchia dietro di te o di buttare fuori bordo qualcuno.

4.2. Turista, quando sali su un “imbarcadero”, cioè in una di quelle piattaforme galleggianti dove si aspetta che attracchino i battelli, avrai notato delle strisce gialle diagonali dipinte per terra su sfondo nero giusto dove arriva il  mezzo? Significa che lì non ci puoi stare perché quando arriva il vaporetto la gente prima deve scendere e poi tu sali. È facile, ce la puoi fare. Non aspettare trepidante a dieci centimetri dal bordo dell’imbarcadero l’arrivo del vaporetto (anche perché la tentazione di spingerti è notevole) con l’idea che l’infido barcone provi un piacere maligno nell’attraccare e ripartire nello spazio di tre secondi e cercando pure di farti finire in acqua. Non è così: il vaporetto arriverà, farà scendere le persone (se tu non ti sei messo davanti in quello spazio di linee gialle diagonali su sfondo nero) E POI potrai salire e cominciare a fotografare dimenandoti come un tarantolato da proa a poppa e da destra a manca del battello e pestando i piedi agli altri passeggeri.

5. Tu, turista culturale o addetto ai lavori che in questi giorni vieni alla Mostra del Cinema: per favore, non serve che ti metti il pass al collo che dimostra che hai l’accredito alla Mostra a una trentina di chilometri di distanza dalla stessa, basta che lo metti quando arrivi nei pressi del Palazzo del Cinema al Lido. Ricorda anche di togliertelo quando vai a letto e non serve che lo tieni anche di sera in pizzeria che ne so a Mestre.

 

14 Risposte

  1. Il punto 3 mi ha fatto morir dal ridere. Soprattutto la frase finale.:-DDDD
    Bentornato!! (finita la pausa nicuticolai!)

    • Sì, la prossima volta ci vediamo e facciamo un acciuga-party!

  2. io aggiungerei…
    tu turista, di sesso maschile, se hai dei bisognini impellenti, visto che Venezia è circondata da acqua, potresti gentilmente, se proprio non trovi un bagno, svuotare il tuo papagallino in tale elemento, visto che è più similare alla tua pipì…. invece di usare ogni calletta stetta o chiusa come bagno pubblico, visto che i veneziani forse forse circolano anche in quelle piccole calli… thanks…

    lasciamo perdere le cose che potrei aggiungere da quando giro per Venezia con il passeggino, troppo di parte…
    Petra

    • Non fa una piega.🙂

  3. 4.1.2 Ricorda anche che le vie marine sono accidentate e imprevedibili. Quindi leva un mano dalla macchina fotografica, dal pacco o dai jeans di tuo moroso e reggiti al natante.
    In caso di turbolenze, infatti, potresti non solo essere spiacevolmente sballottato/a di qua e di là, ma – nello sfortunato evento di una collisione con un essere umano – potresti anche ricevere una potente spinta contraria (“rinculo”) pari a

    r= (a/b)*s

    dove a e b sono rispettivamente la tua massa e la tua velocità
    e s il cosidetto “coefficiente di scoglionamento” dell’autoctono/pendolare sul quale rovini; un valore che non è mai =0 e tende sempre a infinito, soprattutto nelle ore di punta.

    • “soprattutto nelle ore di punta”, e quindi sempre…

  4. …ma chiapperi, mi rovinate la mia idea romantica di Venexia: e il pass, e il papagallino all’aria, e le turbolenze e tutto il resto. E io che volevo venire in laguna…

    • Avevi intenzione di venire col pass al collo da Verona, confessa!!!🙂

  5. Tu, turista, se un veneziano ti si rivolge affabilmente vicino al traghetto che attraversa il Canal Grande, gridandoti con simpatia:
    “Ti ta morti ma va en bueo de ta mare quea bruta ludra sfondrada”
    sappi che ti sta manifestando tutta la sua gratitudine e riconoscenza per il fatto che visiti la sua città.

  6. P.S.
    Tu, turista, girati verso di lui e ricambia le sue dolci parole con uno splendido sorriso. E’ un gesto di cortesia che senz’altro non passerà inosservato.

    • La frase citata da lector (“Ti ta morti ma va en bueo de ta mare quea bruta ludra sfondrada”), di solito patrimonio orale degli stessi gondolieri traghettatori (quasi un tic linguistico involontario, direi), che durante il traghettamento conversano amabilmente a voce sostenuta completamente noncuranti dei traghettati, significa infatti “ciao”, nel particolare e colorito idioletto del gondoliere, malgrado qualche linguista storca il naso adducendo il fatto che “ciao” è un po riduttivo e non rende tutte le sfumature di “Ti ta morti ma va en bueo de ta mare quea bruta ludra sfondrada”.

  7. Ah, ah, ah!
    E’ veritiero tutto ciò che dici, invero.
    Se un turista becero però mi ferma e mi chiede la strada per San Marco, anziché dirgli “leggi le scritte con la freccia” lo mando a Castello, così vede l’autentica Venezia e il suo spirito.
    Mica colpa mia, poi, sono della Riviera del Brenta, non la conosco Venezia!(Ih, ih).
    Grande il finale, con la gente che mangia la pizza a Mestre col pass al collo (visti, giuro).

  8. Visto, Vanessa mi è testimone che non invento niente! Il pass selvaggio impazza ovunque. Eh la vanità, “decisamente il mio peccato preferito” era la chiusa del satanico Al Pacino ne L’avvocato del diavolo…
    A meno che non abbiano diritto a sconti sui mezzi o in pizzeria col pass al collo, non so.

    (Per lo sfoltimento dei turisti, invece, ho pensato anche di travestirmi da guida, intercettare un numero il più possibile grande di gruppi tale da formare una massa inarrestabile, e di dirigermi verso una calle cieca con sbocco in canale, in modo da ottenere un effetto simile al mitico suicidio di massa dei lemming.)

    • ti ci vorrebbe il piffero del “pifferaio magico” che portò via prima i sorci e poi i bimbi dalla città di Hamlin…. a Venezia bisognerebbe replicare… prima i turisti e poi anche le pantegane visto che ci siamo….

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