errori di calcolo (computistico)

A volte, ma è meglio non indugiarvi troppo, uno si mette a guardare nel passato la catena di decisioni, o omissioni, contano uguale nel dare e avere del pallottoliere, che hanno fatto sì che uno sia quello che è o quello che fa in un dato momento, un tempo c’era anche una certa coincidenza tra fare ed essere, ora non è più così semplice. Per gioco, si può cercare di retrocedere all’infinito, a tutti gli svincoli o bivi in cui abbiamo dovuto scegliere, dal momento in cui abbiamo dovuto scegliere, perché per qualche tempo, durante l’infanzia, veniamo decisi dagli adulti che ci stanno intorno, e non è che quel periodo non conti, anzi, solo che uno non ne è responsabile in toto, e quindi così, per convenzione, faccio partire la responsabilità personale  dal momento delle prime manifestazioni di una volontà più o meno raziocinante o cosciente di sé, e risalgo come i salmoni la corrente del tempo, per esempio fino alla fine delle scuole medie e al momento di decidere che scuola superiore fare, una scelta fondamentale e piena di conseguenze per il futuro, non è la stessa cosa fare che ne so l’istituto professionale e in una scuola con una o tuttalpiù due femmine e mille maschi in età adolescenziale, o il liceo classico bene della città e in allegra mescolanza. Vado quindi a quei giorni di un’estate di metà anni ottanta e riappare questa  parola desueta, computisteria, scorta tra le materie d’insegnamento di un opuscolo dell’istituto tecnico commerciale, e subito associata  dal bambino, ma non più tanto bambino, al computer (che cazzone, bastava un’occhiata al dizionario), e dal computer più alla fantascienza  che all’applicazione dell’aritmetica ai calcoli di natura commerciale, zingarelli ad vocem, sicché in una delle prime decisioni serie il ragazzino canna di brutto e piuttosto stupidamente direi, ingenuamente ad essere buoni, e a dire il vero poi gli resterà questa cosa che devo anche aver già scritto da qualche parte nel blog, questa cosa che tra due ipotesi una delle quali è strampalata lui è facile che scelga sempre quella, assieme forse a un’inconscia paura di sbagliare, così come, ma questa è un’altra storia, una tendenza al risparmio, e non sto parlando di soldi, finché, come molte volte accade, un libro espliciterà il già saputo che solo diviene patente alla lettura, e cioè la relazione tra risparmio ed errore, perché quando una persona ha risparmiato tutta la vita, al momento di investire si sbaglierà certamente.

10 Risposte

  1. La computisteria, ahi! che male… Ma per la via opposta: scelta, voglio dire quel tipo di scuola, per me, dai miei; già dopo le elementari (per ragioni condivisibili).
    Eppure una singolare alchimia del caso, nella fattispecie di legislazione scolastica, ha fatto sì che altre strade, compresa alla fine quella che più mi corrispondeva, si aprissero, giusto il tempo necessario.
    Io non credo che esista una successione perfetta di sliding doors, e tutte le altre da cestinare. Piuttosto che ognuna, per mille imponderabili ragioni, possa determinare il meglio esattamente come il peggio (ma soprattutto molti stadi intermedi) e che più spesso di quel che si crede una valga davvero l’altra. Sarà che, oltre agli anni sul groppone, ho un certo numero di scelte alle spalle di quelle che più giuste non si poteva… poi rivelatesi fallimentari.
    Ma non so se era proprio questo che volevo dire… c’entrava forse più la “relazione tra risparmio ed errore”… è che da una settimana mi trascino avanti (dietro?…avanti? bo’…) un’influenza fetente che mi ha ridotto al lumicino del già consueto lumicino, va be’, questo mi sa che non è importante.
    Importante è: grande simpatia, e un EVVAI!, a tutti i bambini che scelgono computisterie per sbaglio.

    • Appena passata anch’io un’influenza fortunatamente più breve. Non vorrei che il post desse l’impressione che quella scelta stramba in qualche modo e a catena sia stata l’origine di un qualche male, tipo effetto valanga. Perché è vero quello che dici, altre strade uno può aprire e quello che faccio ora – insegnare cultura e letteratura spagnola, seppure nel precariato più devastante – non ha molto a che fare con la computisteria. Ma il centro del post l’hai centrato, era quel legame tra risparmio ed errore che mi premeva sottolineare. Parlo soprattutto di risparmio affettivo.
      Con stima e affetto, allora.

      • Che poi siamo siamo anche colleghi, entrambi ragionieri e periti commerciali. Io sarei anche programmatore e la cosa non può che farmi scompisciare dalle risate.

  2. …gran post. Era già da un po’ che non “ti” leggevo…

    • Ci credi se ti dico che aspettavo (desideravo) un tuo commento? Ti ringrazio molto.

  3. (Commento il cui tasso d’interesse ne sconsiglia vivamente la lettura a chi non è s|a.)
    Devo dire, caro collega, che mi scompiscio niente male anch’io…
    Il mio percorso, a tratti imprevedibile, ha avuto per stella polare la preoccupazione dei miei che a causa della loro età avanzata io potessi -ancor giovane virgulto e loro defunti- trovarmi col culo per terra. Perciò un unico imperativo, riguardo alla mia istruzione: essere in grado di lavorare e mantenermi prima possibile. E quindi non le medie, ma “le commerciali” (l’avviamento professionale abolito poi forse uno o due anni dopo con la media unica). Poi da lì -loro godendo per fortuna sempre di ottima salute- un’unica possibilità: istituto professionale triennale (segretarie d’azienda). Ma… l’anno che siamo arrivati in terza noi si è aperta in fase sperimentale la possibilità di passare al quarto (e poi quinto) anno di perito aziendale e corrispondente in lingue estere. Con regolare maturità, che mi ha poi permesso di accedere a quel che nel frattempo era diventato il sogno dei miei sogni (l’ISEF), e fu durissima battaglia con i miei -le cui prospettive effettivamente spiazzavo ogni volta avanti di anni-, solo che con questa “soluzione finale” me ne andavo anche lontano da casa, e anche questo in fondo volevo. Loro non proprio…
    Ultima svolta molti anni dopo, quando mi sono buttata (un minuto prima non sapevo che l’avrei fatto, e questo credo sia un altro bel tema: le cose che sono maturate dentro di te ma tu ancora non lo sai…) mi sono buttata dicevo nel sostegno all’handicap (prima buttata, e poi qualificata, ma è andata bene così). Attualmente pensionata influenzata.
    Ho apprezzato la tua puntualizzazione sul risparmio soprattutto affettivo.
    Stima e affetto rilanciati, allora.

    • Ma sei pensionata? Anch’io voglio! Per quanto riguarda la preoccupazione dei genitori, anche in questo caso sei in buona compagnia, io sono cresciuto con l’ossessione dei miei per il posto fisso, soprattutto da parte paterna della famiglia, il risultato è stato naturalmente il contrario, anche se ora pagherei oro per una qualche stabilità. Complimenti per il percorso coraggioso.
      Le cose che sono maturate dentro di te ma tu ancora non lo sai, dici: non lo so se uno non lo sa. Io in qualche modo le svolte le vado incubando, le sento lì accovacciate, anche per molto tempo, che aspettano solo di svegliarsi, e questo sì può avvenire all’improvviso.

  4. […] chissà di lezione, e cioè quella relazione tra risparmio ed errore di cui parlavo proprio qualche post fa, perché quando una persona ha risparmiato tutta la vita, al momento di investire si sbaglierà […]

  5. un’altra ragioniera, nel mio caso fallita😉 , all’appello!
    ed anche per me la decisione è stata presa dalla famiglia, nonostante sapessero che io e la matematica viviamo in universi moooolto distanti😛
    per anni ho rimuginato sui bivi sbagliati imboccati (a quanto pare in alcuni casi ho avuto un fiuto al contrario, e vabbé😉 ), per poi giungere alla, per nulla originale, conclusione che quello che sono diventata dentro è frutto sia delle scelte giuste, che di quelle… ehm… non proprio azzeccate.
    lo so, lo so… ho scoperto l’acqua calda! brava vero????😛
    avessi scovato l’uovo di colombo, ti avrei preparato una torta😀
    dicevo… alla fine posso orgogliosamente dire che il mio ingarbugliatissimo percorso qualche soddisfazione me l’ha data.
    anche se da qui a placare “l’inquietudine”… ne corre!😉
    oh là, lieta di averti annoiato a morte con questo utilisssssssimo commento 😛

    • No no, tranquilla… zzzzzzzz….😀

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