delinquenza culturale

«Le Isole, i Grandi Fratello, i vari Darwin, le Pupe e i Secchioni sono atti di violenza come chi ti aspetta sotto casa per rubarti la borsa o ti ruba la pensione. È delinquenza culturale. Dicono “danni non ne fa” ma eticamente, umanamente, antropologicamente c’è un danno violentissimo. Pensare che il presentatore di “Ciao Darwin” sia andato al Salone del Libro di Torino per fare una lezione agli studenti sul concetto di memoria… è questo il progetto, signori, noi ci scherziamo sopra ma questa è droga, è violenza che uccide culturalmente»

Alessandro Bergonzoni

via No, perché

Annunci

30 Risposte

  1. Non sono molto d’accordo. Lo spettatore tipico di quei programmi non guarderebbe comunque le lezioni di Uninettuno sul bosone di Higgs o sulla decifrazione del minoico lineare A. A malapena riusciresti (forse) a convincerlo a dare un’occhiata a quel simulacro d’informazione scientifica che è Superquark (senza nulla togliere agli Angela e al loro encomiabile sforzo di fare una televisione un po’ sopra le righe).
    Purtroppo è la domanda a creare l’offerta. Se i programmi spazzatura (special mention to “Amici” di Maria de Filippi) vanno alla grande è perché questa è la richiesta del pubblico.
    E spero che nessuno abbia velleità sovietiche di costringere la gente a guardarsi quattro ore di documentario sulla migrazione delle capre cashmire dalla regione tibetana del Hameri. Tanto, non diventerebbero comuque più intelligenti, solo molto più incazzati.

    • Magari sul bosone no (trattengo a stento battute deficienti), ma per esempio gli spettacoli di Paolini o anche Benigni che legge Dante hanno fatto milioni di spettatori, segno che è anche possibile conciliare qualità e ascolti, basta volerlo. Certo è molto più semplice soddisfare i bassi istinti piuttosto che fare appello al cervello.

  2. Al 200% d’accordo con l’esimio Lector.
    Fra l’altro, lo spettatore tipo che si ciuccia sei ore di “Uomini e donne” non è un fenomeno solo italiano: a giudicare da quello che si vede (o non si vede) qui nella progressiva Albione, siamo di fronte a una tipologia umana che varca paesi e città per diffondersi su tutto il Continente.
    Una cosa tipo l’Australopiteco, ecco.
    (Con tutto il rispetto per l’Australopiteco, s’intende.)

  3. Al 300% d’accordo con s|a, ma proprio parola per parola.

  4. Non sono d’accordo con Lector, che ha impostato il discorso su un presupposto volutamente radicalizzato, esagerato, portando esempi che non possono certo interessare un grande pubblico, come se l’alternativa sia “Amici” o l’informazione scientifica da lui citata. Il discorso è complesso perché riguarda la formazione dell’immaginario, a cui la televisione, da quando esiste, ha dato un contributo. Per una gran parte della popolazione l’immaginario è quello fornito dalla televisione, non certo da libri o film d’essai, e se per venticinque anni nel cervello ti viene riversata spazzatura, penserai spazzatura e desidererai spazzatura. Ma questo non perché lo spettatore sia antropologicamente una bestia – faccio violenza alla mia visione abbastanza negativa dell’uomo – e chieda spazzatura, ma perché è stato educato così. E se vogliamo stringere sul caso italiano, Berlusconi in venticinque anni ha creato il suo elettore. Non sarò originale ma la vedo così. Senza contare che tra massa ignorante e potere c’è sempre un legame strettissimo. E anche ora non sono originale.

  5. Non sono un’economista, ma io credo che la domanda crei l’offerta in uno stato di libero scambio.

    Ma nel momento in cui le televisioni non sono più “libere”, ma proprietà, vuoi per motivi di gestione amministrativa, vuoi di fatto, di un monopolio, e questo monopolio detiene pure il potere politico e ha asservito con anni di condizionamento mediatico i gusti del pubblico, credo che a questo punto sia l’offerta che crea la domanda.

    E che sempre più sarà così, nella totale indifferenza e con l’apprezzamento della massa dei consumatori di tivu.

    In pocheparole: più siamo caproni, più ci viene offerto un pasto da caproni. Il caprone non è in grado di decidere, quindi è l’offerta che crea la domanda.

    (sono una fine economista?) :))

  6. Sono d’accordo con S/A sul fatto che la televisione, sia pubblica che privata, non soddisfi quella parte di domanda che aspirerebbe a godersi esteticamente – nel senso enunciato da Umberto Eco – qualcosa di meglio rispetto al trash imperante (benedetti i vecchi programmi di Zavoli, ma anche A come Agricoltura, i documentari di Zavattini, “Il mulino del Po” e addirittura Giocagiò).
    Per il resto, rimango della mia idea, ossia che con la massa sanguinaria, feroce, ignorante e felice di esserlo, otterresti solo il risultato d’incazzarla ancora di più, non offrendole quel “circensem” che fa da companatico al “milione di posti di lavoro”.
    Purtroppo la televisione è un business e, come tutti i business, si dirige dove la guida la domanda, altrimenti rischierebbe il fallimento.
    Se ciò vale per la TV privata, in realtà è vergognoso per quella pubblica, dove la finalità culturale dovrebbe prevalere su quella affaristica. Ma tant’è: c’est l’argent qui fait la guerre.

  7. Lector: secondo me “la massa sanguinaria, feroce, ignorante e felice di esserlo”, in presenza di una TV decente negli ultimi 20 anni semplicemente non esisterebbe; o comunque sarebbe, ci metto una e anche l’altra mano sul fuoco, molto diversa.

  8. @—>Siu
    Guarda che un sorcio, anche se cresciuto a caviale, rimane sempre un sorcio.
    Anzi, spesso ottieni il risultato opposto a quello sperato. In molti casi un’erudizione indotta e non accompagnata da intelligenza adeguata, consegue il solo effetto di creare dei mostri. Le classiche persone che son convinte di sapere e invece, perdona il termine, non sanno un c…. ma dell’erudito acquisiscono subito l’arroganza.
    L’esempio più simpatico che mi viene in mente è quello di mia cognata che, da quando s’era appassionata all’Enciclopedia Medica De Agostini, sputava diagnosi a destra e a manca. L’aspetto terribile della vicenda è che qualcuno, in famiglia, le dava pure retta con l’enorme rischio che ciò comportava. Sai che fatica far comprendere a sua madre che non si trovava di fronte a un novello Sabin, ma solo a una pericolosa incosciente?
    Credimi, chi anela ad imparare: 1) ha un vero e proprio senso di rigetto nei confronti della tv spazzatura; 2) dispone di mille altre fonti dove soddisfare la propria sete di sapere.

  9. Di nuovo dissento, anche dalla favola esopica. Se per l’uomo fosse vera la cosa del ratto, avrebbero torto tutte le politiche di rieducazione dei condannati per esempio, volte al loro reinserimento nella società. E uso rieducazione non in senso orwelliano. Mi ripeto: mi sembra che tu, lector, non tenga conto del valore di educare, che non ha niente a che vedere con l’erudizione e che in un mondo ideale dovrebbe tendere a far apprezzare e riconoscere il vero, il giusto e il bello. In un mondo ideale. Le masse ignoranti e sanguinarie sono tali per le condizioni di degrado, non solo culturale, in cui vivono. E qui forse le nostre posizioni si toccano: sono tali perché è meglio così per chi detiene il potere. Guarda che anche in un mondo in cui, in generale, l’accesso all’istruzione è aperto, le élites non studiano nelle scuole e università che abbiamo frequentato io e te.

  10. Scusami, ma rispetto all’inciso inziale mi trovi ancora in dissenso. E’ una cosa mia, probabilmente dipende dal mio carattere sempre diffidente nei confronti del potere costituito – e comprendo che quando specifichi il senso non orwelliano della parola rieducare, ne vuoi sottolineare esclusivamente l’esaltazione del contenuto positivo – ma ho sempre trovato l’equivalenza tra pena e rieducazione d’una violenza terribile. Si tratta di un’idiosincrasia, lo so, ma è più forte di me.
    A parte questo inciso, sono molto scettico sull’esistenza diffusa e generalizzata d’una categoria di c.d. educatori in grado d’istruire senza plagiare secondo i loro principi l’educando, qualora abbiano a che fare con spiriti deboli. E non sono convinto che un individuo plagiato – dai preti, dai cattivi educatori, dal potere politico, da chiunque vi abbia interesse – sia preferibile alla massa stupida di cui parlavo sopra.

  11. @Lector: (e poi chiudo) mi permetto di sottolineare una tua forma di argomentare che un po’ mi infastidisce. Per avallare la tua argomentazione estremizzi sempre l’argomento della parte opposta: una prima volta all’inizio di questo thread, quando hai contrapposto agli esempi di tv spazzatura che cita Bergonzoni, una serie di cose che per la loro astrusità, in effetti, nessuno seguirebbe; un’altra adesso: io parlo di educare e tu hai tirato fuori il plagiare: anche in questo caso, come non darti ragione, ma hai estremizzato.

  12. Deformazione liceale (scientifico), derivante dallo studio delle funzioni al limite. Una forma mentis che, poi, ti porti dietro tutta la vita. Ti chiedo scusa, se la cosa ti irrita.

  13. P.S. e poi chiudo anch’io.
    “Cose che per la loro astrusità, in effetti, nessuno seguirebbe”.
    A me piacciono. Magari di certi argomenti ci capisco molto poco, ma è l’unica forma di tv veramente intelligente che riesco a concepire, di fronte a molte cose che si spacciano per tali, ma in effetti non lo sono.
    Educare, non plagiare, secondo me significa fornire gli strumenti per capire, non sostituirsi a colui che dovrebbe capire, per condurlo a capire ciò che vogliamo noi.
    Il fascino che una persona molto intelligente è in grado d’esercitare nei confronti di chi non lo è, costituisce una tentazione irresistibile di sopraffazione del più forte (in questo caso, mentalmente) nei confronti del più debole. Sono veramente pochi coloro che riescono a non approfittare d’un simile vantaggio, con l’unico effetto che a un padrone se ne sostituisce un altro.
    Ma anche qui c’entra la mia de-formazione mentale, di matrice anarcoide.
    Ciao e scusa ancora.

  14. No pasa nada.
    😉

  15. Anzi un’ultima postilla: se sei di matrice “anarcoide”, ci sono state poche ideologie al mondo come l’anarchismo che hanno dato un peso così importante all’educazione per l’affrancamento della persona.
    Basta. Chiudo.

  16. Ma poi arrivo io, e lo riapro… No, non per sadismo; perchè due ore fa avevo scritto un commento in modo devo dire parecchio articolato, tanto da stupire me stessa. Black-out del computer, da sciagurata non avevo salvato neanche una riga: mi sono detta tutte le parolacce del caso, ma non è bastato a far riapparire il testo. Adesso ho riaperto la baracca ma gnafò più, sicchè butto giù qualcosa, solo perchè se no era tutto inutile (anche l’incazzatura).

    Penso anch’io che una certa estremizzazione, soprattutto negli esempi, da parte di Lector finisce per essere fuorviante.
    E, premesso che secondo me TUTTO quello che ascoltiamo, vediamo, annusiamo ecc. è educativo, nel senso che contribuisce a costruirci, concordo con s|a che “è anche possibile conciliare qualità e ascolti, basta volerlo” e “se per venticinque anni nel cervello ti viene riversata spazzatura, penserai spazzatura e desidererai spazzatura.”
    Del resto è evidente, credo, che Berlusconi ha saputo costruire una terribile e perfetta macchina da guerra, la sua TV. Che poi è diventata tutta la TV, e non perchè il popolo spettatore la volesse così, ma perchè il criterio economico ha annientato ogni altro valore, l’unico scopo essendo diventato nel frattempo il profitto. O meglio, il massimo del profitto nel minor tempo possibile e a qualunque costo.

    Volendo allargare lo sguardo e il discorso, sempre intorno al tema (si vede che oggi era nell’aria…) c’è Tashtego http://tashtego.splinder.com/ da cui estraggo:

    “La mia tesi è che non sia scomparso l’intellettuale, ma che si sia modificato profondamente quello che un tempo era il suo recettore, cioè una classe dirigente che è stata progressivamente riassorbita nei ranghi di uno sterminato ceto medio post borghese, principalmente dedito al culto delle tre effe: fiction, fitness, fashion (Labranca).
    Su questo Ceto Medio [medietà culturale, non di censo, ché ricchi e poveri vi condividono la stessa cultura (l’orientamento politico conta poco)], che chiamo Grande Ripieno (GR), hanno presa gli scribi, intendendo per scriba colui/colei che opera all’interno dei mezzi di comunicazione di massa, costruendo giorno per giorno l’impalcatura dello stato informativo e immaginativo della società.
    …………
    …………
    C’è stato un tempo che è durato sino agli inizi degli Anni Ottanta e oltre, in cui una classe di intellettuali-autori, ha sostanzialmente gestito una parte rilevante del discorso trasmesso dai mezzi di comunicazione di massa, in particolare di quello più potente, la tv, giocando un ruolo decisivo sulla formazione di quella parvenza di culturale nazionale che ancora sussiste nel Paese.
    Era una cultura scolastica, crocian-gentiliana, se si vuole, perfettamente corrispondente ai valori borghesi della classe allora culturalmente egemone, ma che, anche nella versione più cattolicamente addomesticata, era pur sempre portatrice di principi e virtù civili.”

    E, se avete abbastanza fegato, guardate anche il video postato subito sotto: a me sembra lampante come il sole che se queste due porelle avessero impattato e interagito con un’atmosfera antropologicamente, culturalmente e (anche) televisivamente diversa da quella che hanno avuto in sorte, sarebbero diverse anche loro.
    O no?

  17. Son pienamente d’accordo sull’importanza generale dell’educazione, ci mancherebbe, ma per fare il David ci vuole sia Michelangelo che il marmo adatto. Un brutto detto delle mie parti, afferma che dal muro non si cava sangue.
    Il video segnalato da Siu, purtroppo, non pare mi smentisca. E’ vero che molto spesso l’apparenza inganna, ma come pensate che quelle due possano mai provare un qualche interesse, non dico per un documentario di National Geographic, che già si va sul difficile, ma anche solo per il telegiornale? E quanti ce ne sono, così? Davvero siete convinti che, proponendo sistematicamente qualcosa di meglio in tv rispetto ai palinsesti attuali, ci sarebbe una qualche speranza di recupero nei loro confronti e non piuttosto un disastroso crollo dell’audience, con conseguente rovina del network?

  18. Qualche ultima impressione, e poi forse (senza forse…) sarà meglio che chiuda anch’io.
    Faccio fatica a capire e condividere la tua visione, Lector, anche perchè mi sembra affetta da una specie di massimalismo concettuale che non credo abbia riscontro nella realtà, rischiando tra l’altro di sfociare in una specie di artificioso manicheismo. E’ come se per te fosse tutto già dato in partenza. I perduti nascono e restano tali, e irrecuperabili (per genetica? destino cinico e baro? sinceramente faccio fatica a capirlo, sarà per deformazione professionale visto che per una quindicina d’anni ho fatto l’insegnante di sostegno). Tutto già dato, e tagliato anche un po’ con l’accetta; per cui la televisione, ad esempio, o è spazzatura, o è alta divulgazione scientifica con tanto di etichetta che la connota inevitabilmente anche di indigesta, almeno per chi non è adeguatamente e già in partenza culturalmente sensibilizzato.
    La mia visione invece è quella di una continua osmosi, perchè di questo secondo me è fatta la vita, di un’interazione costante fra noi e l’ambiente (e l’ambiente oggi è costituito per molti, in percentuale davvero esorbitante, di televisione). E’ uno scambio continuo a renderci quello che siamo, e siamo e restiamo un divenire, un processo dinamico che è impossibile si cristallizzi una volta (e quale volta?) per sempre. Godiamo, proprio costituzionalmente, secondo me, di potenzialità di modificazione, e non necessariamente marginali, dal primo vagito all’esalare dell’ultimo respiro.
    E nessuno è, credo, “perso” in partenza, così come “TV” non si traduce necessariamente nelle due alternative estreme: “spazzatura”, o lezioni sul bosone di Higgs. Per sintetizzare, se le tipe del video fossero venute su anche solo con quella “TV fino agli inizi degli Anni Ottanta” cui fa cenno Tashtego e che pure ci faceva orrore, anzichè col mostro berlusconiano che ha improntato di sè l’intera società italiana, avrebbero avuto qualche possibilità, se non di volare proprio alto, ma almeno magari di galleggiare in un orizzonte, anche personale, meno deprivato (e devastato).
    Così, almeno, la vedo io, ringraziando per l’attenzione.

  19. La tesi di Tashtego la trovo condivisibile in più di un punto (grazie siu per l’indicazione del blog).
    Vi ringrazio anch’io tutti per l’interessante discussione.

  20. Non voglio abusare della pazienza di S/A, per cui cercherò d’essere telegrafico. In linea generale, Siu, condivido tutto quello che dici, solo che il tuo discorso è intriso d’uno spirito ottimistico che io non riesco proprio a provare. Secondo te è la tv di Berlusconi ad aver plagiato la nostra società che, senza di essa, sarebbe stata senza dubbio migliore. Dunque, ciò che dici, contiene una forte speranza di cambiamento. Secondo me, invece, è stata la nostra società a generare il mostro, perché egli era insito dentro di lei con cui fa un tutt’uno e non v’è alcuna speranza di cambiamento, ma solo che il mostro venga solo sostituito da un altro mostro.
    M’auguro sinceramente di star prendendo una madornale cantonata e che abbia ragione tu.
    Siamo noi a ringraziati, S/A, per l’ottimo spunto di discussione del thread e per l’ospitalità.

  21. No no, per me potete continuare all’infinito (questa è sì una mia pecca, nel senso che tendo in generale a non allungare troppo qualunque discussione, anche nella vita, mi stanco presto, per cui mentre la gente sta ancora discutendo io sono andato a farmi una birra oppure ho cambiato interlocutore). Comunque, sinceramente, non lo so lector: non lo so se senza le televisioni commerciali (e senza l’adeguamento ad esse anche della televisione pubblica) la società italiana sarebbe stata migliore, anche perché non nutro grande stima della società italiana, e pur riconoscendo grandissima e fondamentale importanza, ormai e purtroppo, al mezzo televisivo, non è solo per sua colpa che siamo diventati quello che siamo. Ma ha aiutato molto a raggiungere il degrado attuale – ne ha assecondato le tendenze più pericolose – contro il quale neanch’io, e qui sono d’accordo con te, vedo speranze di cambiamento.

  22. Uhi uhi… qua urge da parte mia una precisazione, perchè non vorrei si fosse in qualche modo, e senza che nessuno lo volesse, instaurata l’erronea impressione che io abbia un’immagine rosea del popolo italiano. Niente di più sbagliato, e ci tengo a sottolinearlo 64 volte: ne penso tutto il male possibile, e da quando ho letto “Il ritorno del principe” di Scarpinato so anche quanto il mio disgusto e il mio pessimismo siano ben fondati. Sono assolutamente convinta, tanto per non lasciare l’ombra di un dubbio, che Berlusconi rispecchia perfettamente il nostro Paese e ne è l’espressione, autentica quanto di più ahimè non potrebbe essere.
    Ciò non toglie che io pensi anche tutto quello che qui ho scritto.
    E dunque ancora grazie, ad s|a per l’ospitalità, a lui e a Lector per i loro interventi, oltre che per la pazienza e l’attenzione.
    Passo e chiudooo…

  23. Un ultimo aneddoto, tanto per salutarci.
    Ho rapporti di lavoro con un imprenditore sudamericano che, a sua volta, per i propri affari, è continuamente in giro per il mondo. Gli ho chiesto cosa ne pensano all’estero di Berlusconi.
    Mi ha risposto che gli ridono tutti dietro, che è sempre arrapato, che molesta le donne, che non sa mai quando è il momento di parlare e quello di tacere ……. e che per tutti è proprio il tipico italiano.
    Detto da un sudamericano, duole due volte di più.
    Un abbraccio a tutti voi.

  24. Aaaaargh! La chiusa mi ha fatto sobbalzare. Se io scrivo “detto da un europeo” cosa mi rispondete? Che non ha senso. Perché europeo può essere uno svedese o uno spagnolo, un tedesco o un italiano, che culturalmente sono diversissimi. Bene, vi svelerò una grande verità: è lo stesso anche per il continente sudamericano. Tra un argentino e un portoricano, tra un cileno e un messicano o un equadoriano o un peruviano ci sono abissi culturali più o meno simili a quelli tra le popolazioni del vecchio continente, a parte l’unità linguistica, unico fattore di coesione dell’area. La chiusa mi suona come: ma pensa te, pure i sudamericani, equiparati tutti alle vecchie “banana’s republics”, ormai ci prendono per il culo, ma quei paesi né sono più tali, né storicamente lo stati tutti.
    (ora però non ho nessuna intenzione di aprire un thread su questa questione)

  25. Tranquillizzati.
    Posso permettermi di dirlo: io sono sudamericano, brasilero per l’esattezza, e conosco bene i miei polli.

  26. Lector, non cambia nulla, è come se io in quanto “europeo” dicessi conosco i miei polli europei, io non so nulla dei polli svedesi o di quelli macedoni, a parte qualche stereotipo. Non ho nulla contro gli stereotipi, li utilizzo anch’io a man bassa e mi fanno sorridere, senza contare che sono uno dei fondamenti di ogni umorismo che si voglia non politicamente corretto (a parte che un umorismo politicamente corretto è una contraddizione in termini), ma non in una discussione (che si vorrebbe) (più o meno) seria.

  27. Ok, al commento incriminato, sostituisci sudamericano con brasiliano. Questo, me lo concedi? 😀

  28. Hehehe, no. È come se dicessi, io in quanto italiano, attribuendo una qualche essenza all’essere italiano, e io sono contro ogni teoria essenzialista dei popoli, anzi sono contrario a ogni idea di identità di un popolo, categoria che ha sempre fatto disastri, è già difficile parlare di identità di una persona figuriamoci di un insieme di persone.
    Pace e bene.

  29. Non ci ho capito nulla, ma non importa … per un attimo m’è sembrato d’essere un Baggins o un Tuc alla festa per l’111° compleanno di Bilbo Baggins: “conosco la metà di voi solo per metà, e nutro per meno della metà di voi metà dell’affetto che vi meritate”.
    Un saluto. 😀

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: