nostalghia/2

Vent’anni fa – porco cane, già vent’anni sono passati, mi sembra tantissimo, è tantissimo – alla fine del 1991, usciva questo disco. Avevo vent’anni, avevo mollato l’università, facoltà di economia pensa te, oddio, col senno di poi forse non avrei dovuto mollare economia, e di lì a due mesi sarei partito per il militare. Fu, come per molti allora, amore a primo ascolto, mentre su Mtv, o c’era ancora Videomusic, non mi ricordo, avvenivano i primi passaggi di Smells Like Teen Spirit, una ventata che spazzò via tutto, violenta, piena di rabbia, quella informe che uno ha a vent’anni quando se ne sta ore chiuso in camera ad ascoltare musica a volume da crepe sui muri, lo stereo che avevo in camera e che è ancora là, se messo a palla avrebbe potuto stappare il tetto di casa, ogni tanto mia madre o mio padre si affacciavano increduli dalla porta socchiusa, nello stesso momento in cui altre crepe, i primi fallimenti, le prime delusioni, i primi passi indietro, cominciavano a provocare strani movimenti interni, frane silenziose, smottamenti per i quali non avevo ancora nomi. A pochi mesi di distanza, ma già nel 1992, uscì anche un altro album fondamentale per il me di allora, Dirty dei Sonic Youth, una folgorazione ancora più grande, ed entrambi mi accompagnarono per tutto il militare, in caserma, nei treni, assieme ad un altro disco ancora che avevo comprato in quel periodo, Combat Rock dei Clash, associato questo a uno dei ricordi più surreali della mia vita: il tetto di uno spolettificio a Torre Annunziata durante una guardia notturna, un fucile in spalla, un caricatore in tasca, un faro puntato ogni tanto in giro, le cuffiette addosso con Straight To Hell, la confusione addosso, l’attesa.

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23 Risposte

  1. Vent’anni fa? … e chi ci crede’

  2. Mi sbaglio vero, non possono essere passati vent’anni, dev’esserci un errore.

  3. In effetti, ho sentito dire che il bambino della foto è diventato maggiorenne.

  4. Chissà se ascolta i Nirvana.

  5. Io amo e amavo i Nirvana. Naturalmente la vita personale di Cobain e’ un’altra faccenda e sono affari suoi.

    Mi dispiace solo che il buon Kurt sia stato Jimorrissonizzato come e’ accaduto a tante altre star del rock che sono diventate martiri, manco fossero militanti di Hezbollah.

    Hai un bel blog.

    Magari non saro’ d’accordo su tutto, magari alcune cose per me sono sciocchezze, ma se dovessi giudicare un blog dalle sciocchezze che scappano ogni tanto, dovrei chiudere immediatamente il mio.

    • Yossarian, ci mancherebbe che fossi d’accordo su tutto, io trovo per esempio che a volte esageri, oppure semplicemente alcune tue ossessioni non sono le mie (ognuno ha le proprie), o a volte ho idee opposte (ma sono uno di quelli disposti a cambiare le proprie idee se l’altro mi convince o addirittura, pensa te, riconosco che sbagliavo). Sulle sciocchezze, a dire il vero è mia intenzione arrivare a scrivere solo quelle. Stai bene.

  6. Sapevi che l’idea originale era piazzare un bollino sul pisello del bimbo con scritto “se questo vi scandalizza, siete dei pedofili”?

    Ora lo sai.

  7. Dici sul serio? Mi domando come mai l’idea non è passata.

  8. Il ’91, il miglior anno per la musica, dall’80 in poi.

    • Sono assolutamente d’accordo. Conosci il documentario di Dave Markey: “1991. The Year Punk Broke”?

  9. Vent’anni. Ero piccola, al tempo, ma mi ricordo benissimo il video che passava spessissimo su MTV, che io undicenne avevo appena scoperto.

    Tanti saluti,

    bixx

    • Però! Io a undici anni ascoltavo al massimo le compilation di Bimbo Mix. Poi un amico mi ha fatto ascoltare i Duran Duran (su Videomusic passava “The Reflex”) dandomi una mezza svegliata.

  10. Ah, che goduria le colonne sonore di un periodo, la musica che suonava nell’aria anche a walkman spento. Bel post, caro s|a, colpisce sempre sapere a posteriori che eravamo tanti a fare e sentire le stesse cose ma non lo si sapeva, ognuno per sé tra un treno e una cameretta inondata di watt.
    Certo, poi ci sono le differenze, per qualcuno minime e per qualcuno, me, sostanziali. E vado con la mini-provocazione: ricordo esattamente quando uscì Nevermind e ricordo me che dissi: e allora? Nessuna ventata per me da quel disco, non mi fece nessun tipo di impressione e non capivo perché tutto attorno invece si delirasse. Ed è lo stesso che penso ora. Sarà perché ascoltavo, invece e per restare al 1991, Weld di Neil Young con i cavalli pazzi, o Ten dei PJam, o forse la rottura fu Screamadelica e non il trio di cui sopra, ampiamente sopravvalutato secondo il mio parere dei tempi. Meglio ancora, Ceremony dei Cult, che dà tuttora varie pezze di distacco a Nevermind o il two-three-four del Loco Live dei Ramones, oppure ero distratto perché da cinque anni ascoltavo ininterrottamente Made in Japan. Può essere, in effetti.
    Joe Strummer sarebbe stato fiero di te, sul tetto dello spolettificio sul pianeta Torre Annunziata, se lo avesse saputo. E che spasso la rivelazione dei Duran Duran a metà Ottanta: lo dico piano e non lo dire a nessuno, ma anche a me successe lo stesso, con una cassetta duplicata di Arena. Ma negherò di fronte a qualsiasi pubblica giuria, sappilo.

  11. Trivigante, Arena ormai è agli atti e non potrai negare. Non potrai nemmeno avvalerti del legittimo impedimento. Ai tempi la cassetta di Arena devo averla smagnetizzata da tanti ascolti.
    Ma il tuo commento merita una riflessione. Credo che nel decidere le varie tappe musicali che ognuno di noi ha attraversato ci siano una serie di fattori fondamentali, soprattutto agli inizi, e a cui si devono appuntamenti mancati e scoperte tardive. E qui farei subito entrare in gioco nel formare i primi gusti del ragazzino imberbe nell’ordine: 1. un fratello o una sorella maggiore o chi ne potrebbe fare le veci, tipo cugini; 2. gli amichetti. Ora io sono il maggiore e gli amichetti, quelli del paese, ascoltavano solo ma proprio solo e sempre e solo Vasco. Tutto il paganesimo musicale del mondo mondiale si riduceva al culto monoteista dell’unico “Profeta”, così lo chiamavano. Mi ci sono voluti venticinque anni per riconciliarmi con Vasco, cioè per averne una visione obiettiva e arrivare a rispettarlo (s’intende, il Vasco prima metà anni ottanta). Insomma, per lungo tempo mi sono dovuto arrangiare da autodidatta. Per cui ai Duran Duran, per esempio, successe un lungo periodo filo Prince & The Revolution che arriva fino al capolavoro Sign o’ The Times. Su questi ascolti si innestarono, fortunatamente, le “novità” che cominciavano ad arrivare dai nuovi amici una volta alle superiori: c’era gente che ascoltava gli U2, i Cure, il Boss, i Guns… e non solo, ma come ben sai il tipo di musica che ascoltavi ti incasellava quasi irrimediabilmente in una tribù metropolitana: punk, dark, metallari etc. Ma perché ti sto dicendo questo? Ah sì, i tuoi ascolti all’inizio dei 90 mi fanno pensare che tu abbia avuto uno scambio allora più fecondo. Cioè se ascoltavi Screamadelica quando è uscito e cioè nel 91 (e qui torniamo all’importanza del 91, ma si potrebbero citare dischi e dischi ad avallare tale tesi, pensa a Blue Lines dei Massive Attack, tanto per dirne un altro, un amico mio musicofilo me ne tirerebbe fuori decine di altri) eri avanti rispetto al mio standard. Per me la rivoluzione di quegli anni fu il grunge e i Nirvana soprattutto (sui Sonic Youth ora non mi dilungo, sono ancora oggi l’unico gruppo di cui non ho smesso di comprare gli album in uscita, prima o poi mi sono stufato di tutti meno che di loro). Anche Ten l’ho ascoltato molto e cantato a squarciagola certi suoi pezzacci, ma ho sempre preferito i Nirvana ai PJam. Rilancio provocazione: secondo me la colonna sonora che Vedder ha scritto per Into the Wild è superiore a tutta la produzione Pearl Jam.

  12. Tu sei nel giusto, tant’è che ora qui sta girando “Hard sun”…

  13. Lo ascolto da 20 anni e non mi stanca mai.
    Mai.
    E quel 1991 ha visto la pubblicazione di album stratosferici.

  14. Nel 1991 sono successe cose che voi umani…

    …la musica elettronica esce dai club, dalle discoteche e dai rave ed entra nelle camerette degli adolescenti che ascoltano musica “alternativa”. Nasce la dance radicale di “una generazione che vuole trovare la propria strada passando attraverso la comprensione e l’utilizzo fuori-dagli-schemi della tecnologia”.

    Esce il primo disco degli Orbital (Orbital – conosciuto anche come The Green Album).
    Ricordo ancora un frammento di recensione di un giornalista illuminato dell’epoca:
    “Bioritmo, ecosistema; il sistema del ritmo. Oscillazioni di bassa frequenza, onde alfa; battito, sospensione. Tecnologia, ecologia. Ipnosi, eccitazione. Corpo e mente…Cyberpunk, zippie; abitanti di un mondo che si comprende dai codici a barre, il cui respiro della natura si conta in BPM”.
    La dance music non era mai stata così minimale e stilisticamente coerente. Il ritmo e la melodia costruiscono delle architetture sonore astratte che catturano la mente. Insomma si gettano le basi per la moderna musica elettronica come la conosciamo oggi.

    Esce Body And Soul – Cabaret Voltaire: Si tratta di una band che ha già alle spalle una gloriosa storia di sperimentazione elettronica e che nel ’91 realizza questo disco di rigorosissima techno-house. Un disco eccezionale!

    Esce Ex:El – 808 State. Un altro capolavoro di musica elettronica! Qui affiorano anche le prime tensioni “rock” all’interno delle strutture ritmiche e degli incastri melodici. Infatti dal ’91 la musica dance viene suonata allo stadio(!!!). Questa è una vera rivoluzione. Oggi è normale immaginare concerti dei Prodigy dei Chemical Brothers degli Underworld di Aphex Twin. Nei primissimi anni novanta era sconvolgente pensare ad un concerto che non fosse di musica rock. “Musica suonata in modo tradizionale”. L’impensabile diventa realtà.

    Esce The Orb’s Adventures Beyond the Ultraworld – Orb. Che dire? I Pink Floyd più ispirati alle prese con i computer, i sintetizzatori, i campionatori e altre diavolerie elettroniche. Un altro disco seminale. Esplode la ambient-mania. Ambient-House. Techno-Ambient. Le intuizioni di Brian Eno vengono meravigliosamente sviluppate e amplificate. Tanta voglia di viaggiare (con la mente). Si parla moltissimo di realtà virtuale. Di mondi digitali. Anche se nel ’91 quasi tutto quello che è elettronica è “hardware”. Sono ancora le macchine a contare. (drum-machine, tastiere, campionatori, mixer…)

    Esce The Mix – Kraftwerk. Proprio nel ’91 i genitori di ogni forma di musica elettronica melodico-danzabile sentono la necessità di remixare alcuni loro indimenticabili classici.

    La scena “underground” rimane folgorata dalle nuove possibilità offerte dall’odiatissima musica dance. E così…

    Esce Screamadelica – Primal Scream. No comment!

    Esce Queer – Wolfgang Press. Dalla sperimentazione new wave i W.P. arrivano a realizzare un disco dalle timbriche raffinatissime. Campionamenti intelligenti e melodie stranianti. Canzone pop-soul aliena.

    Esce Love’s Secret Domain – Coil. Gli sperimentatori elettro-industriali per eccellenza si muovono su territori house-simili nascondendo sempre simbologie inquietanti e messaggi sonori quasi subliminali. Un disco visionario di cupa psichedelia. Ambientazioni oscure e terribilmente affascinanti. Uno dei miei dischi preferiti di sempre.

    Esce Peggy Suicide – Julian Cope. Capolavoro di Cope. Fuori dagli schemi. Dai cliché. Un modo anticonvenzionale di esprimersi (naturalmente per l’epoca) mescolando il rock e l’elettronica .

    Esce Electronic – Electronic. Si tratta di Bernard Sumner (voce dei New Order) e Johnny Marr (chitarra degli Smiths), due mostri sacri del pop inglese, che stranamente si guardano indietro e realizzano un disco di elettro-pop praticamente perfetto.

    Insomma il rock sembra spacciato. I critici sembrano convinti della sua estinzione. Ma non è così. Anzi nel ’91 il rock rinasce carico di vigore ed espressività. Molti gruppi e artisti rock sembrano raggiungere una maturità molto proficua.

    Esplode la bomba Nevermind – Nirvana.

    Esce Blood Sugar Sex Magik – Red Hot Chili Peppers. Un disco lungo, articolato e senza cedimenti. Magistralmente suonato e prodotto. Funky, rock, psichedelica… Un capolavoro.

    Esce Life’n Perspectives Of A Genuine Crossover – Urban Dance Squad. Un disco entusiasmante di “crossover” appunto. Praticamente senza difetti. Canzoni potenti, mai banali e divertentissime!

    Escono, sempre in ambito crossover
    Drugs, God And The New Republic – Warrior Soul. Hard rock contaminato.
    White Noise – Cop Shoot Cop. Noise Americano suonato con due bassi e un campionatore.
    Weirdelic – Freaky Fukin Weirdoz. Rock, rap-metal, dub!!!
    The Reality Of My Sorroundings – Fishbone. Frullato adrenalinico di stili black-music.

    Esce Green Mind – Dinosaur Jr. Rumorosissime chitarre, splendide melodie e una maggiore attenzione alla scrittura dei brani. Una Bomba.

    Esce Out Of Time – R.E.M. Disco maturo che li scaraventa in classifica. Un ottimo riassunto della carriera del gruppo. Bellissimo.

    Esce Forbidden Places – Meat Puppets. Geniali e creativi come non mai!!!

    Esce Mama Said – Lenny Kravitz. Uno spettacolare album anni ’70 con Slash alla chitarra in due brani. Arrangiamenti geniali (sitar, piano, fiati, violini…) e un suono ovattato e chiuso registrato in un piccolo studio analogico. Un classico!

    Esce Uncle Anesthesia – Screaming Trees. La musica è stupenda, meglio arrangiata che in passato. La voce è quella autorevole e decisa di Mark Lanegan. Un vero gioiello di rock (piu o meno hard) americano.

    Esce Badmotorfinger – Soundgarden. Rock molto pesante. Solenne. Granitico. Qui troviamo Rusty Cage ripresa qualche anno fa da Johnny Cash.

    Esce The Real Ramona – Throwing Muses. Rock pop solidissimo con voci femminili. Spigoloso e melodico insieme. Un piccolo capolavoro.

    Esce Sailing The Seas Of Cheese – Primus. Un disco unico. Dopo due uscite notevoli è arrivato il capolavoro. Dinamite pura! Musica indefinibile.

    Esce Loveless – My Bloody Valentine. CAPOLAVORO ASSOLUTO! Da scoltare almeno una volta al giorno. Mai il rumore è stato così sublime. Dopo vent’anni questo disco non ha perso un grammo della sua forza.

    Esce Laughing Stock – Talk Talk. Da ascoltare in religioso silenzio. Questa musica suona il silenzio. Una manciata di canzoni che formano una sinfonia ambient. Arrangiamenti eclettici e rarefatti. Si resta colpiti da tanta grazia.

    Esce Achtung Baby – U2. Un classico!

    Esce Metallica – Metallica. Un disco compatto, nero, profondo.

    Esce
    Spiderland – Slint.
    Goat – Jesus Lizard
    Use Your Illusion I+II – Guns n’Roses

    Basta col rock. Vogliamo parlare di Hip-hop?

    Esce The Low End Theory – A Tribe Called Quest. Sembra di scavare nelle radici della musica nera. Campionamenti jazz estremamente eleganti. Un disco essenziale. Molto coraggioso. Una pietra miliare.

    Esce And Now The Legacy Begins – Dream Warriors. Un disco effervescente. Geniale. Bossa nova, twist, jazz, rock steady… IMPERDIBILE!

    Esce Welcome To My Dream – MC 900FT Jesus. Un disco atipico. Noir. Dalle forti suggestioni cinematografiche. Un brano contenuto in questo disco (l’indimenticabile “Falling Elevators”) è stato usato in un bellissimo spot della Levis. Un disco prezioso.

    Esce Famous And Dandy Just Like Amos & Andy – Disposable Heroes Of Hiphoprisy. Hip hop e rumore. Campionamenti azzeccatissimi (cori chiesastici, voci arabeggianti), atmosphere indutrial e testi politicizzati. Un insieme dirompente!

    Esce
    Derelicts Of Dialect – 3rd Bass.
    Of The Heart, Of The Soul And Of The Cross… – P.M. Dawn
    Blood, Sweat & No Tears – Stetasonic
    Apocalypse 91… The Enemy Strikes Black – Public Enemy

    Basta con l’hip hop. Parliamo di jazz.

    Esce Torture Garden – Naked City. Nel ’91 il jazz riceve una scossa potentissima. John Zorn mette insieme un supergruppo insieme ai migliori musicisti jazz in circolazione e pubblica un disco con quarantadue brani per una durata totale di circa trenta minuti. Quarantadue proiettili. Un opera pressoché inascoltabile eppure importantissima. Affascinante. Un micro-collage di jazz, cartoni animati e trash-metal. Una polpa compatta e terroristica che fa impallidire anche i più spericolati ascoltatori free jazz. Un’opera seminale.

    Basta col jazz. Potremmo ancora parlare di soul, di reggae, di dub, di world music,… ma io sono sfinito.

    Per concludere devo aggiungere che il ’91 è anche l’anno in cui straripa l’utilizzo del formato “cd-single”o “EP” o semplicemente “Mix”. Importantisso per contenere eccezionali brani inediti, preziosissimi remix o fantastiche “alternative version” e “instrumental version”. Qui il discorso si fa veramente impervio perché le uscite sono numerosissime e quasi tutte di valore eccelso. Per fare un esempio il brano Screamadelica dei Primal Scream (che dura oltre dieci minuti) è contenuta in un singolo (Dixie-Narco EP) e non nel disco. I singoli importanti sono davvero tantissimi. Una lista infinita.

    • (lui è l’amico musicofilo del mio commento precedente)

      Ti amo.

      Sposami.

  15. Quanti ricordi con Nevermind, quanta disperazione (che piacevole la disperazione dei 20, quando hai gli ormoni infelici e non hai ancora idea del dolore autentico che arriverà. Che momenti benedetti.)
    I Nirvana comunque erano fior di musicisti, poche palle.
    Li ascolto ancora adesso. Mio padre li detesta ancora adesso.
    Aaaah.
    Grazie, Soglia, per questa vassoiata di madeleines.

    • “e non hai ancora idea del dolore autentico che arriverà”: certe frasi sono squarci nella superficie del testo, anche nei tuoi post lo fai, in mezzo alla leggerezza, ogni tanto, trac.

  16. Eeeeh, son fatta così, un’allegrona malinconica.
    Scherzo, sono allegrona ma consapevole.
    Comunque grazie, sei un gagliardo gentiluomo e moooolto divertente (e farei l’occhiolino, se me lo concedete, messere).

    • La ringrazio. Vada per l’occhiolino.
      (la crociata contro gli emoticon e contro i puntini di sospensione alla cazzo è per chi ne fa un uso smodato e irragionevole e irritante)

  17. Aderisco a qualsivoglia crociata suoni particolarmente ghiotta ed invitante.

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