1991, the year music broke

Come nei blog fighi o presunti tali anch’io oggi c’ho l’ospite, che tra l’altro l’ho pregato una vita di scrivere nel blog e ci sono riuscito solo attirandolo in una trappola: parlare di musica. È stato facilissimo. Riporto quindi il commento che ha lasciato nel post precedente perché merita uno status diverso:

Nel 1991 sono successe cose che voi umani…

…la musica elettronica esce dai club, dalle discoteche e dai rave ed entra nelle camerette degli adolescenti che ascoltano musica “alternativa”. Nasce la dance radicale di “una generazione che vuole trovare la propria strada passando attraverso la comprensione e l’utilizzo fuori-dagli-schemi della tecnologia”.

Esce il primo disco degli Orbital (Orbital – conosciuto anche come The Green Album). Ricordo ancora un frammento di recensione di un giornalista illuminato dell’epoca:
“Bioritmo, ecosistema; il sistema del ritmo. Oscillazioni di bassa frequenza, onde alfa; battito, sospensione. Tecnologia, ecologia. Ipnosi, eccitazione. Corpo e mente… Cyberpunk, zippie; abitanti di un mondo che si comprende dai codici a barre, il cui respiro della natura si conta in BPM”.
La dance music non era mai stata così minimale e stilisticamente coerente. Il ritmo e la melodia costruiscono delle architetture sonore astratte che catturano la mente. Insomma si gettano le basi per la moderna musica elettronica come la conosciamo oggi.

Esce Body And SoulCabaret Voltaire: si tratta di una band che ha già alle spalle una gloriosa storia di sperimentazione elettronica e che nel ’91 realizza questo disco di rigorosissima techno-house. Un disco eccezionale!

Esce Ex:El – 808 State. Un altro capolavoro di musica elettronica! Qui affiorano anche le prime tensioni “rock” all’interno delle strutture ritmiche e degli incastri melodici. Infatti dal ’91 la musica dance viene suonata allo stadio(!!!). Questa è una vera rivoluzione. Oggi è normale immaginare concerti dei Prodigy dei Chemical Brothers degli Underworld di Aphex Twin. Nei primissimi anni novanta era sconvolgente pensare ad un concerto che non fosse di musica rock. “Musica suonata in modo tradizionale”. L’impensabile diventa realtà.

Esce The Orb’s Adventures Beyond the Ultraworld – Orb. Che dire? I Pink Floyd più ispirati alle prese con i computer, i sintetizzatori, i campionatori e altre diavolerie elettroniche. Un altro disco seminale. Esplode la ambient-mania. Ambient-House. Techno-Ambient. Le intuizioni di Brian Eno vengono meravigliosamente sviluppate e amplificate. Tanta voglia di viaggiare (con la mente). Si parla moltissimo di realtà virtuale. Di mondi digitali. Anche se nel ’91 quasi tutto quello che è elettronica è “hardware”. Sono ancora le macchine a contare. (drum-machine, tastiere, campionatori, mixer…)

Esce The Mix – Kraftwerk. Proprio nel ’91 i genitori di ogni forma di musica elettronica melodico-danzabile sentono la necessità di remixare alcuni loro indimenticabili classici.

La scena “underground” rimane folgorata dalle nuove possibilità offerte dall’odiatissima musica dance. E così…

Esce Screamadelica – Primal Scream. No comment!

Esce Queer – Wolfgang Press. Dalla sperimentazione new wave i W.P. arrivano a realizzare un disco dalle timbriche raffinatissime. Campionamenti intelligenti e melodie stranianti. Canzone pop-soul aliena.

Esce Love’s Secret Domain – Coil. Gli sperimentatori elettro-industriali per eccellenza si muovono su territori house-simili nascondendo sempre simbologie inquietanti e messaggi sonori quasi subliminali. Un disco visionario di cupa psichedelia. Ambientazioni oscure e terribilmente affascinanti. Uno dei miei dischi preferiti di sempre.

Esce Peggy Suicide – Julian Cope. Capolavoro di Cope. Fuori dagli schemi. Dai cliché. Un modo anticonvenzionale di esprimersi (naturalmente per l’epoca) mescolando il rock e l’elettronica .

Esce Electronic – Electronic. Si tratta di Bernard Sumner (voce dei New Order) e Johnny Marr (chitarra degli Smiths), due mostri sacri del pop inglese, che stranamente si guardano indietro e realizzano un disco di elettro-pop praticamente perfetto.

Insomma il rock sembra spacciato. I critici sembrano convinti della sua estinzione. Ma non è così. Anzi nel ’91 il rock rinasce carico di vigore ed espressività. Molti gruppi e artisti rock sembrano raggiungere una maturità molto proficua.

Esplode la bomba Nevermind – Nirvana.

Esce Blood Sugar Sex Magik – Red Hot Chili Peppers. Un disco lungo, articolato e senza cedimenti. Magistralmente suonato e prodotto. Funky, rock, psichedelica… Un capolavoro.

Esce Life’n Perspectives Of A Genuine Crossover – Urban Dance Squad. Un disco entusiasmante di “crossover” appunto. Praticamente senza difetti. Canzoni potenti, mai banali e divertentissime!

Escono, sempre in ambito crossover:
Drugs, God And The New Republic – Warrior Soul. Hard rock contaminato.
White Noise – Cop Shoot Cop. Noise Americano suonato con due bassi e un campionatore.
Weirdelic – Freaky Fukin Weirdoz. Rock, rap-metal, dub!!!
The Reality Of My Sorroundings – Fishbone. Frullato adrenalinico di stili black-music.

Esce Green Mind – Dinosaur Jr. Rumorosissime chitarre, splendide melodie e una maggiore attenzione alla scrittura dei brani. Una Bomba.

Esce Out Of Time – R.E.M. Disco maturo che li scaraventa in classifica. Un ottimo riassunto della carriera del gruppo. Bellissimo.

Esce Forbidden Places – Meat Puppets. Geniali e creativi come non mai!!!

Esce Mama Said – Lenny Kravitz. Uno spettacolare album anni ’70 con Slash alla chitarra in due brani. Arrangiamenti geniali (sitar, piano, fiati, violini…) e un suono ovattato e chiuso registrato in un piccolo studio analogico. Un classico!

Esce Uncle Anesthesia – Screaming Trees. La musica è stupenda, meglio arrangiata che in passato. La voce è quella autorevole e decisa di Mark Lanegan. Un vero gioiello di rock (piu o meno hard) americano.

Esce Badmotorfinger – Soundgarden. Rock molto pesante. Solenne. Granitico. Qui troviamo Rusty Cage ripresa qualche anno fa da Johnny Cash.

Esce The Real Ramona – Throwing Muses. Rock pop solidissimo con voci femminili. Spigoloso e melodico insieme. Un piccolo capolavoro.

Esce Sailing The Seas Of Cheese – Primus. Un disco unico. Dopo due uscite notevoli è arrivato il capolavoro. Dinamite pura! Musica indefinibile.

Esce Loveless – My Bloody Valentine. CAPOLAVORO ASSOLUTO! Da ascoltare almeno una volta al giorno. Mai il rumore è stato così sublime. Dopo vent’anni questo disco non ha perso un grammo della sua forza.

Esce Laughing Stock – Talk Talk. Da ascoltare in religioso silenzio. Questa musica suona il silenzio. Una manciata di canzoni che formano una sinfonia ambient. Arrangiamenti eclettici e rarefatti. Si resta colpiti da tanta grazia.

Esce Achtung Baby – U2. Un classico!

Esce Metallica – Metallica. Un disco compatto, nero, profondo.

Escono:
Spiderland – Slint.
Goat – Jesus Lizard
Use Your Illusion I+II – Guns n’Roses

Basta col rock. Vogliamo parlare di Hip-hop?

Esce The Low End Theory – A Tribe Called Quest. Sembra di scavare nelle radici della musica nera. Campionamenti jazz estremamente eleganti. Un disco essenziale. Molto coraggioso. Una pietra miliare.

Esce And Now The Legacy Begins – Dream Warriors. Un disco effervescente. Geniale. Bossa nova, twist, jazz, rock steady… IMPERDIBILE!

Esce Welcome To My Dream – MC 900FT Jesus. Un disco atipico. Noir. Dalle forti suggestioni cinematografiche. Un brano contenuto in questo disco (l’indimenticabile “Falling Elevators”) è stato usato in un bellissimo spot della Levis. Un disco prezioso.

Esce Famous And Dandy Just Like Amos & Andy – Disposable Heroes Of Hiphoprisy. Hip hop e rumore. Campionamenti azzeccatissimi (cori chiesastici, voci arabeggianti), atmosfere industrial e testi politicizzati. Un insieme dirompente!

Escono:
Derelicts Of Dialect – 3rd Bass.
Of The Heart, Of The Soul And Of The Cross… – P.M. Dawn
Blood, Sweat & No Tears – Stetasonic
Apocalypse 91… The Enemy Strikes Black – Public Enemy

Basta con l’hip hop. Parliamo di jazz.

Esce Torture Garden – Naked City. Nel ’91 il jazz riceve una scossa potentissima. John Zorn mette insieme un supergruppo insieme ai migliori musicisti jazz in circolazione e pubblica un disco con quarantadue brani per una durata totale di circa trenta minuti. Quarantadue proiettili. Un opera pressoché inascoltabile eppure importantissima. Affascinante. Un micro-collage di jazz, cartoni animati e trash-metal. Una polpa compatta e terroristica che fa impallidire anche i più spericolati ascoltatori free jazz. Un’opera seminale.

Basta col jazz. Potremmo ancora parlare di soul, di reggae, di dub, di world music… ma io sono sfinito.

Per concludere devo aggiungere che il ’91 è anche l’anno in cui straripa l’utilizzo del formato “cd-single” o “EP” o semplicemente “Mix”. Importantissimo per contenere eccezionali brani inediti, preziosissimi remix o fantastiche “alternative version” e “instrumental version”. Qui il discorso si fa veramente impervio perché le uscite sono numerosissime e quasi tutte di valore eccelso. Per fare un esempio il brano “Screamadelica” dei Primal Scream (che dura oltre dieci minuti) è contenuto in un singolo (Dixie-Narco EP) e non nel disco. I singoli importanti sono davvero tantissimi. Una lista infinita.

Cristiano

8 Risposte

  1. Mi sa che ho album da scar comprare fino al 2020. Anzi, mi sa che passo a casa tua. Me li puoi mettere da parte tutti? Grazie caro.

  2. tutta sta roba è successa? e io dov’ero?😦

  3. OT.:
    posso suggerire di usare un bannerino con misure in pixel più appropriate?

    Saluti

    • Grazie mille. Molto meglio, in effetti.
      Come si vede anche nei commenti, era una misura da prendere.

  4. Ecco. Con la coda tra le gambe scivolo via lentamente nell’oscurità, uscendo dalla porta sul retro…
    (qui ci stanno i puntini di sospensione).

    • 🙂
      (l’emoticon singolo a sostituzione del commento è ammesso)
      (i puntini di sospensione si usano se uno vuole lasciare in sospeso un pensiero e non per riempire di afasie le frasi)
      (nel caso, di puntini di sospensione ne bastano tre e non n alla valà che va bene)
      (ma non mi sembra, così a memoria, il tuo caso)
      (vero?)

  5. Beh, ora non far finta di nulla! Il mio caso, nel suo riprorevole fulgore smailico è qui sopra al secondo commento.
    Mai in vita mia usai puntini di sospensione, se non qui sopra per sottolineare la mia sommessa uscita dalla porta sul retro del blog.

    • Sì, ma mi riferivo ai puntini di sospensione, lo smile lo vedo anch’io là bello fulgido.
      (devo dire che non è così facile trattenere la voglia di emoticon, dev’essere tipo smettere di fumare, cosa che per altro ho fatto un mese e mezzo fa)

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