sottili allusioni

Nella Spagna agli inizi degli anni 40, i primi del doloroso dopoguerra, la pubblicità doveva essere o smaccatamente in linea con i valori del regime, del quale riprendeva gli stessi slogan e parole d’ordine, oppure sottilmente allusiva, ellittica, se voleva passare le maglie dei censori sessuofobi e baciapile. Come questa, dove solo un pervertito meritevole di vari rosari di penitenza potrebbe notare il discreto, quasi invisibile, appena accennato, simbolo fallico che sembrerebbe fare capolino, ti vedo non ti vedo, tra le braccia della maliarda.

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12 Risposte

  1. Alla faccia delle “sottili allusioni”. Sarebbe interessante scovare magari anche qualche italica chicca dello stesso periodo altrettanto… vagamente evocativa.
    Notavo come l’abbigliamento della senora con curve da miss ma viso e capelli più da casalinga che da vamp, si faccia pure beffe di ogni confine spazio-temporale: copricapo tra il colbacco e il maharaja indiano, corpetto da majorette, maniche da odalisca, gonna da sciantosa e stivali da moschettiere, il tutto peraltro in un bianco candido, da santa. Ma cosa fumavano i creativi spagnoli degli anni ’40? Tra l’altro a me quasi quasi più che un simbolo fallico il rossetto ricorda un siluro di guerra, ma forse sono solo visionaria anche senza aver fumato…

  2. WoW

  3. Erano modelli hollywoodiani – qualche film malgrado la censura arrivava lo stesso – curiosamente assemblati.

  4. Sghicio!

  5. Sì, missile o pistolino, è sempre un simbolo fallico … la repressione fa di questi effetti. Cult, cult…

  6. Touchée, Alligatore. E concordo anche su “cult”, anzi: s|a, se ne hai altri posta, posta… che noi qua si gradisce.

  7. Sghicio???

  8. Tanto per rimanere in allegria. Domani c’ho un invito a Venezia per festino in maschera. E’ dall’età di anni quindici che non uso maschera. Ho bisogno di voi!!! Suggerite!!!!

  9. Eh, sì, povera Elena, un vero tour de force, isn’t it? (odierno articolo sul Piccolo, il nostro bugiardino locale):
    “Venezia, per i vip il Carnevale è un tour de force
    Tre feste esclusive in una sera: dalla Cavalchina passeranno al Ballo del Doge e a quello del Grande Gatsby”
    Tornando seri, io mi vesto da Befana (peraltro 365 giorni all’anno, e senza bisogno d’intervento alcuno). L’ultima volta che ho cambiato -un’eternità fa e dopo un’eternità che non lo facevo più- è stato per una cena di Carnevale con i colleghi, e devo dire che mi sono divertita a inventarmi come “Contrasto” (e cosa, sennò…): una metà di me era il nero più nero (il nulla, la notte, il male… interpretazione libera), l’altra invece un’esplosione di colori (la vita, la felicità, il bene… come sopra). Tutto self made, il la me l’aveva dato il possesso di una tuta di lana nera aderente che andava dal piede fino al collo a lupetto. Metà è rimasta così com’era, e per l’altra metà: via di spillatrice con una miriade di sbuffetti di tulle di tutti i possibili colori. Poi uno stivale da motociclista nero (prestato) e uno rosso (colpo di culo ne avevo un paio rossi). Cappello nero drappeggiato per metà con un foulard fucsia, e sulla spalla nera pinzato un mezzo manto, leggi pezzo di fodera nera resuscitato dal fondo di qualche armadio.
    Il difficile -difficile soprattutto da ripulire poi nel cuore della notte senza disporre di una fiamma ossidrica- è stato il viso, mezzo e mezzo ovviamente anche quello: rossetto de fuego (anvedi che torniamo al post..?) su metà bocca, e la corrispondente parte del viso tappezzata di paillettes (variopinte, esatto) appiccicate con apposita colla (o era Attak?), l’altra metà della faccia completamente nera (vendono all’uopo delle robe peggio del lucido da scarpe).
    A pensarci bene oggi non so se lo rifarei… credo che ripiegherei su due bei sacconi da immondizie, tipo mezza generica e mezza differenziata (due buchi per gli occhi, e il costume è fatto). Pigra… chi, io??
    Comunque divertiti! (e naturalmente aspettiamo un resoconto da par tuo).

  10. Io invece fra poco dovrei uscire di casa e non oso farlo.

  11. Così?

  12. @siu: beh, festa per i vip non credo proprio. Però almeno il padrone di casa è un vero nativo delle palafitte. Cercherò di toccarlo per vedere se è vero. Bella l’idea Contrasto Siu! Stanotte comunque, dopo il mio appello doloroso, ho resuscitato parte del mio armamentario punk (sì, lo ammetto) e ora vediamo cosa ne viene fuori.

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