università dello spettacolo

Dopo il recente, imbarazzante, Giorno della laurea in Piazza S. Marco, con tanto di lancio in aria del “tocco”, solo l’ultima delle iniziative di facciata dell’università veneziana sotto la gestione del rettore Carlo Carraro, ricevo e dò volentieri diffusione al seguente comunicato stampa RSU, FLC-Cgil, Cub-Sur:

CA’ FOSCARI : NON E’ TUTTO ORO QUELLO CHE LUCCICA

In uno scenario come quello di Piazza S.Marco in cui Ca’ Foscari mostra un nuovo volto, di università americanizzata, dove consegna il  diploma ai propri laureati, dopo aver promosso  innumerevoli iniziative in ambito teatrale, cinematografico, artistico, con ampio rilievo sulla stampa, noi lavoratori di Ca’ Foscari, vogliamo far emergere cosa ci sia davvero dietro alla facciata esteriore della Ca’ Foscari odierna.

Questione del servizio di Portierato

Dal dicembre 2009, all’interno di Ca’ Foscari opera nel servizio di portierato l’ATI Prodest/Il Guerriero, che ha voluto imporre un contratto di lavoro del tutto anomalo per i propri lavoratori: il contratto di lavoro discontinuo, regolato da un regio decreto del 1923 del tutto  avulso dal contesto odierno  del lavoro. Entrando a Ca’ Foscari questa ditta avrebbe dovuto per legge riassumere i lavoratori già presenti nel precedente appalto, alle stesse condizioni in cui essi operavano, ma invece, non rispettando la legge, ha assunto nuovi lavoratori, in numero molto minore rispetto a prima, facendoli lavorare a livello di schiavitù e lasciando a casa i vecchi lavoratori.  La ditta ha violato in questo periodo numerose norme contrattuali, legislative, il capitolato d’appalto interno di Ca’ Foscari ed ha operato quindi nell’illegalità, senza che Ca’ Foscari abbia fatto valere il rispetto delle proprie regole, delle leggi  e della dignità dei lavoratori.

L’unico organo giurisdizionale che abbia finora dato ragione a Prodest/Guerriero è il Consiglio di Stato con una propria sentenza del febbraio del 2009, mentre successivamente si sono susseguite ben 12 tra ordinanze e sentenze di Giudici del lavoro e provvedimenti dell’Ispettorato del Lavoro, tutte a favore dei lavoratori.
Ora PRODEST/GUERRIERO costretta dai Giudici a riassumere i vecchi lavoratori del precedente  appalto ha in organico 58 lavoratori: troppi per il servizio che deve erogare, cosa che rende impossibile anche l’attribuzione ad altra ditta dell’appalto del servizio, e decide di licenziarne 25, dichiarando l’esubero di personale.
Ora Ca’ Foscari dovrebbe chiedersi :
• chi paga per gli effetti nefasti provocati dalla sentenza sbagliata del Consiglio di Stato?
• perché non ha fatto rispettare la legalità ad un operatore privato cui ha affidato un appalto?
• come evitare questi 25 licenziamenti?
E invece oggi Ca’ Foscari mostra all’esterno una facciata luccicante, mentre nasconde sotto il tappeto questa grossa-enorme macchia per la sua stessa immagine.

Già ….

L’IMMAGINE, LA FACCIATA

Ca’ Foscari, sotto la guida dell’attuale Rettore sta spendendo molte, moltissime energie e risorse umane per la sua immagine, la sua visibilità esterna, il nome, il marchio, per dare a Ca’ Foscari una splendida facciata. Spritz, Party, banchetti ed eventi teatrali, cinematografici, artistici, anche con la partecipazione di star della moda come Naomi Campbell,  gruppi musicali in voga (Maroon 5), che a  detta dei responsabili dell’amministrazione sono a costo zero, grazie all’aiuto e all’interessamento degli sponsor, ma che a costo zero non sono calcolando l’impegno profuso nella organizzazione e nella gestione degli eventi e che tolgono forze fondamentali per  il supporto alle attività che devono rimanere centrali per un Università: didattica e ricerca. Curare l’immagine di Ca’ Foscari può risultare utile alla crescita e allo sviluppo dell’Ateneo, ma non se dall’altro lato si assiste a:

ABBATTIMENTO  DELLA SPESA DESTINATA ALLA DIDATTICA

RIDUZIONE DELL’OFFERTA FORMATIVA: il taglio di interi corsi di laurea,  imposto dalla Legge “Gelmini”, una riforma che come elemento principale ha inflitto enormi tagli ai finanziamenti delle Università. Noi non siamo affatto fieri di essere nel primo Ateneo che ha applicato questa “riforma”.
COMPRESSIONE DEI TEMPI DELLA DIDATTICA:  l’Ateneo, per volontà del Rettore,  ha  aggiunto ai tagli una ingiustificabile compressione dei tempi di lezioni ed esami, che non potrà che influire negativamente  sulla qualità della formazione erogata a questa generazione di studenti, che nono riescono ad assimilare i programmi dei corsi impartiti in troppo poco  tempo, e non riescono a dare gli esami in sessioni sempre più brevi.
RIDUZIONE DEI COMPENSI PER I PROFESSORI A CONTRATTO: decisione questa che fa rischiare all’Ateneo di non selezionare i docenti migliori, ma quelli più ricchi che non hanno bisogno di questo compenso per vivere.

RIDUZIONE-AZZERAMENTO DELLA DEMOCRAZIA

• durante l’inaugurazione dell’anno accademico 2010-11, cui era stato invitato per una lectio magistralis il dott. Paolo Scaroni, amministratore delegato di ENI SpA, arrestato nel 1992 nell’ambito dell’inchiesta Mani Pulite e condannato ad un anno e 4 mesi per corruzione, e ritornato alle cronache per nuove losche vicende  proprio in questi giorni, si è impedito con la forza di parlare ad una studentessa che voleva far notare le carenze dell’Ateneo e la scarsa onestà dell’ospite dell’evento. Per impedirle di parlare e di far entrare altri studenti all’inaugurazione sono stati utilizzate forze dell’ordine in assetto anti-sommossa ed una squadra di body-guard.
• L’utilizzo delle forze dell’ordine in assetto anti-sommossa anche per fronteggiare un manipolo di 50 (pericolosi?) lavoratori delle portinerie che difendevano il loro posto di lavoro.
• Il Ministro Gelmini, invitato di nascosto in modo da evitare che – nell’epoca delle proteste degli studenti contro la sua riforma universitaria – potessero esserci dei contestatori a  rovinare la festa.
• Il candidato sindaco Brunetta, fatto sparire fra le mura di Ca’ Foscari per parlare a pochi selezionati uditori, perché nell’Auditorium S.Margherita dove era organizzato il dibattito vi erano dei contestatori.
• Le voci di dissenso, fuori del coro, non solo non sono gradite, ma non sono proprio tollerate. Chiaro esempio ne è il Blog del Rettore, dove, fino a qualche mese fa il Rettore stesso rispondeva, magari con una laconica frase di scherno a chi esprimeva opinioni diverse dalla sua (ricordiamo ancora un: “Peccato. Ha perso un’altra occasione per scrivere qualcosa di intelligente”). Ora l’esercito dei delegati del Rettore è anche utilizzato come proprio corpo di difesa contro gli interventi non graditi e incaricato di aggredire ed offendere verbalmente i dissidenti.
• Il tentativo di togliere alle organizzazioni e rappresentanze sindacali dell’Ateneo l’utilizzo delle mailing list per comunicare con i lavoratori, a seguito dell’invio di un comunicato non gradito al Rettore.
• La riduzione progressiva della trasparenza delle proprie scelte politico-amministrative che si tende sempre di più a tenere nascoste. Proliferare dei contratti d’oro, di consulenza ed incarichi ad esterni. Chi vuole indagare, nell’ambito del controllo sociale sull’utilizzo delle risorse pubbliche, è accusato di voler fare “gossip”.

Noi, lavoratori di Ca’ Foscari – forse poco esperti di marketing – non siamo affatto sicuri che l’Ateneo crescerà e si svilupperà se si lavora solo alla sua facciata, tagliando la sostanza. Siamo seriamente allarmati  per la riduzione della democrazia. Insieme agli studenti siamo contrari ai tagli nella didattica, intesa come fonte di formazione delle generazioni future. Insieme ai colleghi delle portinerie siamo arrabbiati perché si calpesta la dignità del lavoro e dei lavoratori.

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