due film anzi uno

Venerdì e stasera sono andato al cinema, complice un programma che si preannunciava allettante. Comincio da quello appena visto, il Faust di Alexander Sokurov vincitore del Leone d’Oro a Venezia. Non so quanto costi il cine dalle vostre parti, ma vi dò alcuni ottimi consigli alternativi su come investire i vostri euri del biglietto:

– il mendicante vicino al cinema;

– una pizza;

– il dvd de La dottoressa alle grandi manovre;

– vari giri di ombre (se ci penso, me ne venivano quasi nove dove vado di solito).

Maledetti giurati del festival, infingardi. Il mio vicino di poltrona si è fatto due ore e un quarto tirate – non esagero – di sonno, pure ronfando. L’ho invidiato tantissimo.

Venerdì, invece, ho visto Miracolo a Le Havre, di Aki Kaurismäki, che dio lo benedica e gli conceda lunga vita. Il “miracolo” del titolo ce l’hanno messo in Italia, perché il film si intitolerebbe solo Le Havre. Forse volevano gettare un ponte con Miracolo a Milano di De Sica. Che bello, che bella storia. Che bella favola. Riempie il cuore la bontà, la generosità, l’altruismo dei protagonisti, in un tempo che ha eretto il cinismo ad atteggiamento cool. Il film è quindi sconsigliato a buona parte della blogosfera italiana. La blogosfera italiana ha l’età mentale di un diciottenne che ha appena scoperto Bukowski. Poi uno cresce di solito e con Bukowski pareggia le gambe del tavolo. Solo un miracolo, in effetti, ormai può far sì  che storie come quella del film si avverino nella realtà. Il tocco di Kaurismäki è leggero, la sua ironia è quell’arte di sfiorare di cui scriveva Jankélévitch.

12 Risposte

  1. Anche essere rapinato davanti al cinema sarebbe stata, per me, un’ottima alternativa al ‘Faust’.

    • Hanno fregato anche te eh? Sono stato idiota io comunque, perché quando ho cominciato ad avvertire insofferenza e noia, avrei dovuto alzarmi platealmente dalla sedia ed uscire dalla sala, non ci sarebbe stato miglior sfregio per il Leone d’Oro, ma vai a cagare, di quest’anno.

      • In realtà c’è un sistema infallibile per non ciccare i film, come in questo caso: basta leggere le recensioni de ‘il manifesto’ e di ‘Internazionale’ e poi fare esattamente il contrario.
        Non si sbaglia mai. MAI (cosa che io ovviamente non ho fatto per ‘Faust’ e mal me ne incolse, ancora).
        Comunque io il pagliaccio non l’ho capito proprio.

        • Il pagliaccio? quale pagliaccio? c’era un pagliaccio? vuoi vedere che mi sono appisolato anch’io un momento.

  2. Se già non l’avete visto, e volete risparmiare (anche se, nel mio caso, trattandosi di cinemadessé ci stavano meno giri di ombre) analogamente (s)consiglio “Il mio domani”.
    Almeno così mi han detto, ché io ho faticato non poco a tenere gli occhi aperti.

    • Il cinema era dessé, ombre me ne venivano tante perché le pago 80 centesimi il bicchiere, a Venezia ci sono questi posti in cui il vino non è diventato una cosa per fighetti, ed è pure vino buono.
      Film italiani ne vedo col contagocce, ma sai che Il mio domani mi incuriosisce adesso che me l’hai segnalato? Per quanto riguarda il Faust, io non ho niente contro i cosiddetti mattoni, alcuni mi piacciono molto, ma questo non l’ho proprio sopportato, e due ore e un quarto di lunghezza l’hanno reso una tortura.

      • Io, però, ti ho avvisato. Piuttosto, a chi ha ancora la possibilità, suggerisco caldamente Drive. Lasciate perdere il trailer, ché sembra un qualsiasi B-movie d’azione. Guardarlo, mi ha riportato a quella cinematografia americana indipendente che tanto andava negli anni ’90 e che (trivigante dù iù rimemba?) imperversava nei cineforum universitari. Asciutto ed essenziale.

        • Mo’ me lo segno.

  3. “Faust”, thanks god, l’ho evitato.

    Kaurismaki l’ho visto, e per fortuna parli di ironia, perché io, come spesso mi capita, ho fatto delle gran risate quando il resto della sala stava muta e, come sempre, non ho capito se sono io la pazza o se sono gli altri che non capiscono.

    E di “Scialla” che mi dite? tutti a parlarne bene, ma insomma.
    Poi mi viene in mente un altro filmo che ho visto ultimamente, “A dangerous method”. Ma la Keira Knightley secondo voi non era inguardabile e insopportabile nelle vesti dell’isterica agitata?

    • Keira Knightley è insopportabile già di per sé all’occhio, ma il film non l’ho visto.

  4. Ma “A dangerous method” è quel film in cui Freud viene punto da bambino da una chaise longue e acquisisce il superpotere di interpretare i sogni delle persone e invece Jung, che non ha superpoteri ma è molto ricco, diventa il suo antagonista, si innamora della signorina e per tutto il film combattono la lotta mortale?
    Peccato non averlo visto.

    • Diosanto, vedo già zainetti cinesi con la foto dell’uomo ragno e sotto scritto freud.

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