il libro del duemilaundici

Nell’autunno del 1944, Vasilij Grossman era corrispondente di guerra a seguito dell’Armata Rossa quando questa liberò il campo di sterminio di Treblinka. La sua testimonianza, L’inferno di Treblinka, fu usata anche al processo di Norimberga. Sulla storia agghiacciante di uno dei più mortiferi campi di sterminio nazisti, c’è poi il fondamentale contributo di Gitta Sereny, In quelle tenebre, la lunga intervista fatta in carcere a Franz Stangl, comandante del campo, la cui versione viene collazionata con analoghe interviste alla moglie, alle figlie, ad altre SS e ai pochi superstiti dall’inferno, o dalle tenebre. Alcuni dei superstiti sono gli stessi che raccontano nel più importante film documentario mai girato sull’Olocausto, le nove ore di Shoah di Claude Lanzmann. Il regista ci mise undici anni per mettere insieme il materiale. Quasi dieci anni, pure, ci mise Vasilij Grossman a scrivere Vita e destino, a dimostrazione che le opere dell’uomo fatte per durare hanno bisogno di tempo, fatica, lavoro, dedizione, cura. Non sono più tempi per certe cose. Lo finisce nel 1960, ma all’inizio del 1961, il KGB sequestra il manoscritto. Il romanzo vedrà la luce solo nel 1980, in russo ma in edizione francese e lacunosa. Solo nel 1990 si avrà un’edizione completa. Grossman voleva scrivere il Guerra e pace del Novecento, quale hybris, ma c’è riuscito. Gli eventi ruotano attorno alla controffensiva russa a Stalingrado, punto di inflessione della IIª Guerra Mondiale in Europa, ma spostandosi in molti altri scenari e abbracciando numerosi personaggi, variamente legati fra loro. È un libro immenso, uno di quei libri che, una volta letti, lasciano il segno per sempre. Durante l’arco di tempo che ho impiegato, la primavera scorsa, a leggere le sue 827 pagine, il momento più bello della giornata era quello in cui, di solito la sera prima di dormire, tornavo a sprofondare fra le sue righe. Non ne avevo già bisogno, ormai, ma Vita e destino è stato l’ultimo e definitivo colpo all’ideologia. E a tutto quel genere di ammiccamenti così in voga nel mondo intellettuale e artistico italiano, per non parlare della blogosfera. C’è anche un bel sito, il Centro studi vita e destino, che ho appena scoperto, pieno di notizie e materiali e con, tra le altre  cose, una lista dei personaggi scaricabile in pdf che se l’avessi saputo prima mi sarebbe stata molto utile nella lettura.

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