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21 gennaio 2012 - 6 Risposte

Il villaggio di quattro case in mezzo al nulla australiano in cui vive l’Amedeo (Alberto Sordi) di Bello, onesto, emigrato Australia sposerebbe compaesana illibata, film di Zampa del ’72, si chiama così:

È buio

18 gennaio 2012 - Una Risposta

Dal blog di chinaski, questo post da antologia:

- Comandante?
- Ué, sì, comanda’, ditemi!
- No, il comandante è lei.
- Troppo buono, comanda’.
- Senta, ci sono problemi?
- Adesso no, grazie. Un po’ raffreddato, magari, ma ringraziando a Dio…
- Ma… la nave?
- Eh.
- Lei dove si trova, ora?
- Sono qui.
- Qui dove?
- Qui, al bar del porto.
- E che cosa ci fa al bar del porto?! Lei deve coordinare i soccorsi!
- Sì, sì, maro’. Li coordino i soccorsi… (A parte) Digli a quelli che devono scendere dalla nave, Peppi’.
- Ma… comandante!
- Comandi!
- E come li coordina i soccorsi dal bar del porto!
- Eh?
- Come li coordina i…
- Scusate un attimo, comanda’. (A parte) Due di zucchero, per cortesia. Ce li avete già i croissant?
- Comandante! Lei deve tornare a bordo!
- A bordo? Comanda’, siete uscito pazzo? Ci sta la nave che affonda, stanno tutti scendendo e io vi pare che salgo?
- Comandante, lei ha abbandonato la nave?
- No, che abbandonato.
- Lei ha abbandonato la nave, sì!
- Ma no, che abbandonato, sto qui, la sto tenendo d’occhio la nave.
- Comandante… ora sono io al comando!
- (A parte) Ah, meno male…
- Le ordino di tornare a bordo!
- A bordo? Ma c’è buio.
- E che cosa vuole fare? Vuole andare a casa?
- Sì, grazie. Se mi mandate un taxi o qualcosa… Solo che io non c’ho spicci, comanda’…
- Lei deve tornare a bordo, cazzo! C’è già un cadavere. Ci sono cadaveri!
- Uh, mammamia. E quanti?
- Me lo deve dire lei quanti!
- 3?
- 3?
- 4, magari?
- …
- Non mi dite che sono 5, maro’, che ho puntato 50 euro col sottoufficiale che erano meno di cinque, non mi fate prendere un…
- Salga a bordo! Cazzo!
- Ma che maniere!
- Le ordino di salire a bordo!
- Ma… scusatemi una domanda, comanda’.
- Che cosa?
- Ma se ora siete voi al comando…
- Sì.
- Voi siete al comando adesso, no?
- Sì.
- Ma allora che ci fate giù dalla nave?
- Co… cosa?
- Voi siete al comando, no?
- Sì, cazzo! E le ordino…
- E allora, mi chiedevo, così… che ci state a fa’ giù dalla nave, comanda’?
- Che ci sto a fare?
- Eh. Perché voi dovete salire.
- Eh? salire?
- Ma certo… che figura ci fate se no, comanda’? Guardate che se si accorgono che non siete sulla nave passate un guaio brutto assai…
- Ah… va bene… allora… allora tra poco sarò lì…
- Sì, fate presto, però, che qui sta tutta inclinata…

chinaski

mia madre (e pure la vostra, cosa credete)

10 gennaio 2012 - 18 Risposte

Sotto la mannaia, mia madre mi avrebbe sgridato perché avevo dimenticato il foulard.

Louis-Ferdinand Céline, Viaggio al termine della notte

il libro del duemilaundici

Nell’autunno del 1944, Vasilij Grossman era corrispondente di guerra a seguito dell’Armata Rossa quando questa liberò il campo di sterminio di Treblinka. La sua testimonianza, L’inferno di Treblinka, fu usata anche al processo di Norimberga. Sulla storia agghiacciante di uno dei più mortiferi campi di sterminio nazisti, c’è poi il fondamentale contributo di Gitta Sereny, In quelle tenebre, la lunga intervista fatta in carcere a Franz Stangl, comandante del campo, la cui versione viene collazionata con analoghe interviste alla moglie, alle figlie, ad altre SS e ai pochi superstiti dall’inferno, o dalle tenebre. Alcuni dei superstiti sono gli stessi che raccontano nel più importante film documentario mai girato sull’Olocausto, le nove ore di Shoah di Claude Lanzmann. Il regista ci mise undici anni per mettere insieme il materiale. Quasi dieci anni, pure, ci mise Vasilij Grossman a scrivere Vita e destino, a dimostrazione che le opere dell’uomo fatte per durare hanno bisogno di tempo, fatica, lavoro, dedizione, cura. Non sono più tempi per certe cose. Lo finisce nel 1960, ma all’inizio del 1961, il KGB sequestra il manoscritto. Il romanzo vedrà la luce solo nel 1980, in russo ma in edizione francese e lacunosa. Solo nel 1990 si avrà un’edizione completa. Grossman voleva scrivere il Guerra e pace del Novecento, quale hybris, ma c’è riuscito. Gli eventi ruotano attorno alla controffensiva russa a Stalingrado, punto di inflessione della IIª Guerra Mondiale in Europa, ma spostandosi in molti altri scenari e abbracciando numerosi personaggi, variamente legati fra loro. È un libro immenso, uno di quei libri che, una volta letti, lasciano il segno per sempre. Durante l’arco di tempo che ho impiegato, la primavera scorsa, a leggere le sue 827 pagine, il momento più bello della giornata era quello in cui, di solito la sera prima di dormire, tornavo a sprofondare fra le sue righe. Non ne avevo già bisogno, ormai, ma Vita e destino è stato l’ultimo e definitivo colpo all’ideologia. E a tutto quel genere di ammiccamenti così in voga nel mondo intellettuale e artistico italiano, per non parlare della blogosfera. C’è anche un bel sito, il Centro studi vita e destino, che ho appena scoperto, pieno di notizie e materiali e con, tra le altre  cose, una lista dei personaggi scaricabile in pdf che se l’avessi saputo prima mi sarebbe stata molto utile nella lettura.

la gente solitaria

La gente solitaria cuando encontraba compañía se convertía en un animal sin piel al que cualquier caricia le hacía daño.

Rafael Chirbes, La caída de Madrid (2000)

buon anno a tutti

30 dicembre 2011 - 7 Risposte

Usa il tappo dello spumante…

(via non sono come voi)

battute memorabili del cinema/9

7 dicembre 2011 - 3 Risposte

Momento di grande cinema in Ovosodo di Virzì, quando Piero ricorda i “personaggi irragionevoli” del quartiere, contrapposti alle figure del liceo bene dove è riuscito ad entrare.

Piero, voce narrante. Dalle parti mie per farti rispettare dovevi essere sempre pronto a menare le mani. C’erano certi personaggi assolutamente irragionevoli, per esempio Furio Brondi, che staccava la testa alle lucertole con un morso, poi annusava la benzina e tutto su di giri si divertiva a torturare noi bimbetti.

Furio Brondi: come so’ le vostre mamme?

Mirko: troie.

Piero: troie.

F. B.: e cosa ne fo’ io alle vostre mamme?

Mirko: lo butti in culo.

F. B.: e alla tua?

Piero: quello che ha detto lui.

F. B.: bravi, bravi, siete du bimbi ammodino. C’avete mica dumilacinquecento lire?

Mirko: te li andiamo a prendere a casa.

Piero: e poi torniamo subito.

Corrono via.

(qua il link alla scena, i bimbi sono assolutamente meravigliosi)

(ovviamente non è finzione, Furio Brondi è esistito davvero in mille declinazioni, il mio Furio Brondi non so se staccasse la testa  alle lucertole con un morso, ma con le stesse ci rincorreva per i murazzi assieme ad un altro amico suo altrettanto irragionevole e bastardone, i gatti invece li prendeva per la coda, li faceva roteare e li lanciava in laguna, poi l’arrestarono per droga)

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